9.8.26 – 6 PROVA CAMPIONATO SOCIALE CON CLASSIFICHE
IDRA 2026 – I SOLITI MALEDETTI ULTIMI 300 METRI - commento di Giuseppe dal gommone
Domenica 9 agosto si è svolta nelle acque sud del lago d’Idro la classica regata “Idra”, con linea di partenza ai Tre Capitelli e boe di percorso posate nel golfo di Crone e nel golfetto di Lemprato. Sono previsti tre giri completi del percorso con arrivo di bolina presso la linea di Crone.
19 i partecipanti al via in doppio e singolo che si sono fronteggiati in una giornata calda con vento da sud oscillante tra i 4 e gli 8 kn, con immancabili presenze di raffiche improvvise, anche di intensità superiore, che hanno colto di sorpresa gli equipaggi e causato qualche scuffia.
Alla partenza i Contender di Piero e Dario prendono il sopravvento sul D’One di Savoldi e il 470 guidato da Ludovica e con inedito ruolo di prodiere al trapezio affidato a Paolo.
Seguono gli atri equipaggi tra i quali spicca il laser di Guglielmo, che litiga a suon di virate con il contender di Michele e con il D’one di Marco e Raffaele e i 420 tra i quali si distinguono il duo Schivalocchi – Gasparini, Rizzardi – Rassega e i neofiti Dolcini – Bell; questi ultimi hanno fatto una regata splendida a ridosso degli equipaggi più esperti.
La regata si fa interessante; alla boa di Crone passa per primo il Contender di Piero, il D’One di Savoldi ed il 470; seguono gli altri equipaggi. Il Piero perde poi la tenuta della drizza di randa, ma non demorde, e pieno di iniziativa, scuffia la barca volontariamente e chiede un aiuto al gommone per legare in testa d’albero la penna di randa e prosegue come può la propria regata. Nel frattempo, avanzano Dario in testa seguito dal 470 Ludo – Paolo e poi il D’one di Savoldi che incorrerà a breve in una scuffia. Salgono in classifica i 420 seguiti dal laser di Guglielmo, con Bertanza, Buccio e De Paoli alla rincorsa, e poi da tutti gli altri equipaggi che non demordono.
Con l’ultimazione del secondo giro la regata ha già toccati i 80 minuti e la fatica comincia a farsi sentire nelle gambe e nella testa dei concorrenti. Ma la corsa verso il traguardo è ancora lunga e quasi tutti gli equipaggi danno fondo alle riserve delle loro borracce per riprendere le energie.
Tra il secondo ed il terzo giro scuffiano in poppa il contender di Finanzon, il D’One di Marco, il laser di Luca; dal gommone non siamo riusciti a scorgere altri data la lunghezza del percorso.
Il terzo ed ultimo giro con vento costante tranne qualche piccolo tratto di lago sotto le boe di Crone e Lemprato viene completato. Guida la regata il Contender di Dario seguito a breve distanza dal 470 di Ludo – Paolo; il gommone segue con attenzione la regata dei due equipaggi e dà per scontato il controllo di Dario sul 470.
Ma l’IDRA riserva sempre delle sorprese negli ultimi 300 metri !!!
Oramai vicini alla linea di arrivo il marcamento del Contender di Dario sul 470 salta; Dario si allunga mure a sinistra nella speranza di un buono di vento, anziché incrociare l’avversario sopravento mure a dritta; il 470 che segue mure a sinistra prende una bella raffica, avanza in planata con Paolo, tutto sparancato al trapezio, ed orza vistosamente, guadagnando sia in prua che in distanza dal Contender di Dario, il quale poi sotto una raffica subisce anche una scuffia (l’Ira dell’IDRA).
Addio al primo posto Dario, che a mio avviso sarebbe stato meritato per aver il Contender condotto quasi tutta la regata in testa. Ma l’Idra è fatta così.
Dopo aver virato il 470 di Ludo – Paolo corre veloce e felice come un giaguaro rincorre la sua preda, verso la linea del traguardo, posizionata magistralmente dall’esperto Claudio Mazzoleni.
In tempo reale dopo 2 ore, 15 min. e 29 s. il 470 si aggiudica l’IDRA 2026; seguono il contender del povero e sfortunato Dario, il D’One di Marco martinelli in splendida forma e il magnifico e perseverante Contender di Piero, seguito dal D’One di Raffaele, e dal primo del 420 Schivalocchi – Gasparini brevissime nel condurre la velata sempre nelle posizioni di testa, e poi gli altri regatanti.
Raccolte le boe, avendo cura di recuperare le ancore dal fondale, si rientra a terra per celebrare la vittoria del primo equipaggio in tempo reale, assaggiare una fetta d’anguria in allegria e salutare tutti i partecipanti.

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